martedì 30 luglio 2013
"E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto."
Non ci rendiamo mai le cose facili, per riuscire a riassorbire le ferite dobbiamo far passare molto tempo, la rabbia svanisce in fretta, rimane la nostalgia però. La nostalgia di un bacio, una carezza, un qualcosa che hai vissuto e che ora è solo un ricordo premuto troppo a fondo nella pelle. Perché non è con il bacio di un altro che si rimargina la mia pelle, non è con qualche mano sconosciuta che mi accarezza la guancia che si rimarginano affetti perduti. Tutto ciò che ho è un ricordo che adesso non so quasi più distinguere dall’immaginazione. Tutto ciò che ho sono me stessa, queste miei piedi, le mie gambe, le mie braccia, le mie mani,la mia testa, e non che questo sia male, ma è come se qualcuno mi avesse derubato di una parte di me, che non sono né i miei piedi, né le mie gambe, né le mie braccia, né le mie mani, né la mia testa, è qualcosa impossibile da toccare, è la traccia che lasci passando da qualche parte, entrando nella vita di qualcuno, sono le parole che gli hai detto, tutte, e sono tante, vengono dimenticate, soffiate via da chi le possedeva e ti senti perduto. Dove sarà adesso la mia traccia? Sarà volata sotto un sasso? Tra le foglie di un cespuglio? Vorrei custodirla di nuovo con me. Vorrei di nuovo tutte quelle parole che ho detto. E desidero dirne tante ancora. Come mi manca quel parlare, di tutto, di ogni più intimo pensiero. E non desidero altro.
Intanto ascolto questa musica che sa di un tempo pieno di passione, guardo questa luce che entra dalla finestra e mi rigenero lentamente.
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giovedì 6 giugno 2013
Naïf.
E un’altra giornata è passata.
Il cielo era azzurro, lo è ancora adesso un po’.
Posso dire di essere serena, nonostante il tempo contatissimo,
mille cose da fare, un traguardo che si avvicina sempre più velocemente, e la
certezza di aver fatto scelte sbagliate.
Le persone che ho lasciato indietro, sono dove devono essere
però. Nel passato.
Nel mio presente non le voglio più.
Non voglio più con me persone che fingono di portare
rispetto e, alla prima occasione, per farsi belli con gli amici, profanano
tutto ciò che c’era stato, riducendo in polvere un anno che ho creduto
importante.
Non voglio più accanto persone false, quelle che ti salutano
in modo affettuoso, addirittura ti fanno domande fingendosi interessate alla
tua vita e dietro sparlano.
Siamo animali.
mercoledì 22 maggio 2013
Con i piedi nell'acqua.
È stato un acquazzone violento. Ha cominciato piano piano a
battere sul vetro della mia finestra.
L’ho ascoltato diventare sempre più forte.
È finito ora, ma ha lasciato dietro di se una scia di
pozzanghere sporche.
Inevitabilmente lascia il segno, non si può evitare.
Ci passano tutti sopra a quelle pozzanghere, come se fossero
invisibili.
Tutti indifferenti, con il naso in aria ad ammirare solo il
proprio importante mondo.
Una mano mi stringe lo stomaco, l’indifferenza è la cosa più
brutta che si possa respirare.
Ho bisogno di gettare i miei pensieri maledetti su questo
foglio, ho bisogno di buttarli via.
Ho voglia di non ricordare più nulla.
Vorrei che l’indifferenza non l’avesse colto in modo così
spietato, ma l’ha fatto, è bastato un battito di palpebre e davanti c’era già
un’altra pioggia. Non un pensiero rivolto a chi c’è stato un battito prima.
Mi si chiude la gola solo a pensarci. Getto indietro le
lacrime, che torneranno la notte sottoforma di incubi.
I suoi piedi non si accorgeranno mai di essere dentro quell’acqua
sporca.
E se mai dovesse vedere continuerà comunque a calpestarla.
sabato 18 maggio 2013
Valzer lento con me stessa.
Lentamente scivola via un pensiero.
Lo guardo lontano, sconosciuto.
Lentamente si muove nuova vita,
quella che credevo oscura.
Lentamente si aprono le palpebre
sulla verità di ciò che è stato.
![]() | ||
| Impression Soleil levant, Claude Monet 1872 |
domenica 28 aprile 2013
L'ultima nocciola.
Ecco, sono in treno, sale un po' di tristezza ad ogni fermata.
Arrivano notizie alle mie orecchie. Cose che non voglio nemmeno sapere. E invece si insinuano dentro la mia mente.
La persona che diceva "Sei l'unica a cui lascerei l'ultima nocciola del gelato!" non si rendeva conto della propria immaturità. Alla fine è un po' come una frase d'amore. Ora l'ultima nocciola la lascia a qualcun' altra e io non sono più l'unica.
Sono frasi d'amore riciclabili. Le puoi riutilizzare con chi viene dopo. Sono solo tante bugie.
Sembrava un amore vero. Invece era solo uno dei tanti, di quelli che ti illudono di essere terra e invece sono solo vento.
Arrivano notizie alle mie orecchie. Cose che non voglio nemmeno sapere. E invece si insinuano dentro la mia mente.
La persona che diceva "Sei l'unica a cui lascerei l'ultima nocciola del gelato!" non si rendeva conto della propria immaturità. Alla fine è un po' come una frase d'amore. Ora l'ultima nocciola la lascia a qualcun' altra e io non sono più l'unica.
Sono frasi d'amore riciclabili. Le puoi riutilizzare con chi viene dopo. Sono solo tante bugie.
Sembrava un amore vero. Invece era solo uno dei tanti, di quelli che ti illudono di essere terra e invece sono solo vento.
venerdì 26 aprile 2013
Un gatto ed un cuscino.
Mi sono svegliata con la risata di mia sorella che apriva la
porta, un gatto sul cuscino e un sogno che sembrava vero.
Ah non ero a casa mia.
Oggi chiudo gli occhi e mi arrivano immagini di momenti mai
vissuti, momenti di sogno.
Come un vento che ti sbatte contro un muro.
Un vento che ti toglie il respiro.
È un abbraccio violento.
È un abbraccio senza amore.
È una risata dei cattivi che si trasforma in piccole schegge
di vetro.
È una tristezza lenta, che non ti avverte della sua
presenza.
È il desiderio che senti in fondo al cuore.
Lo lascio lì, o forse no. Forse è meglio dimenticare.
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